Percorso estivo, primo post: DON’T WORRY, BE HAPPY!

Don t worry be happy_Francesco_Lorenzi_blog_The_Sun_Luce_2012

Da questa settimana, con l’aiuto del mio amico Andrea Navarin del Messaggero di Sant’Antonio, condividerò pensieri e veloci riflessioni sulle letture del giorno partendo dal Vangelo. E’ un modo semplice di condividere ciò che la Parola di Gesù ci trasmette, perchè ogni giorno tocchiamo con mano quanto sia attuale e concretamente utile per essere felici e dare pienezza alla nostra esistenza.

 

Citazione spirituale.

“Il vero male non è quello che si soffre, ma quello che si fa”. (Alessandro Manzoni)

 

Letture del giorno: Amos 2,6-10.13-16; Salmo 49; Vangelo di Matteo 8,18-22

Meditazione: Gesù, parlando delle esigenze del discepolato, smaschera alcuni atteggiamenti che rischiamo di vivere quando diventiamo seguaci del Vangelo. La fede non è un nido in cui rifugiarci o una tana in cui ripararci dal mondo che non ci capisce. Dobbiamo andare oltre la nostra comunità, il nostro movimento, il ”nostro” Gesù. Viviamo nel mondo con pienezza, senza temerlo!

Gesù chiede ai discepoli di abbandonare una visione mortifera della fede, fatta di rinunce e di “no”, per abbracciare la straordinaria novità della Buona Novella. Il Signore vuole accanto a sé discepoli vivi e vivificanti, che hanno una visione luminosa della vita. Gesù ci chiede di smettere di voltarci indietro e di verificare i frutti della semina. È il Signore che semina e a noi chiede di dissodare il terreno, di scavare a fondo nella realtà in cui viviamo, di fissare sempre l’orizzonte, per evitare inutili e dannosi ritorni al passato. Dio abita il presente e ci esorta ad abitarlo con entusiasmo e fiducia!

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Ciao Francesco.

Bella la riflessione.
Dobbiamo andare oltre secondo me inteso come qualsiasi cosa che ci può ingabbiare e limitare.
Mi piacciono anche le parole che hai messo in neretto.

Se vi va volevo condividere con quanti ne avessero voglia anche un altra riflessione.

L’argomento è l’amore di un ragazzo per una ragazza.

Vi copio questo testo tratto da Le Mie Prigioni di Silvio Pellico, premetto che sta parlando della sua esperienza in prigione e nella cella a fianco sente la voce di una ragazza e se ne innamora.

“Così finì il mio romanzo con quella poveretta. Se non che le fui debitore di dolcissimi sentimenti per parecchie settimane. Spesso io era melanconico, e la sue voce m’esilarava: spesso, pensando alla viltà ed all’ingratitudine degli uomini, io m’irritava contro loro, io disamava l’universo, e la voce di Maddalena tornava a dispormi a compassione ed indulgenza.
Possa tu, o incognita peccatrice, non essere state condannata a grave pena! Od a qualunque pena sii tu stata condannata, posse tu profittarne e rinobilitarti, e vivere e morir care al Signore! Possa tu essere compianta e rispettata da tutti quelli che ti conoscono, come lo fosti da me che non ti conobbi! Possa tu ispirare, in ognuno che ti vegga, la pazienza, la dolcezza, la brama della virtù, la fiducia in Dio, come le ispiravi in colui che ti amò senza vederti! La mia immaginativa può errare figurandoti bella di corpo, ma l’anima tua, ne son certo, era bella. (…) Se alcuno t’ha porto la mano per sottrarti dalla carriera del disonore, se t’ha beneficata con delicatezza, se ha asciugate le tue lagrime, tutte le consolazioni piovano su lui, su’ suoi figli, e sui figli de’ suoi figli!”

Dai questo è amore vero!!!!!!! :-)


Giovanni07/03/2012

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